I tentacoli dell’Europa (e del governo) sul settore dei Giochi

su Luca Conti | 6th of March 2017

Il 2017 si è aperto all'insegna dei dubbi e delle perplessità relative non solo alla situazione economico-finanziaria dell'Italia, ma anche (e soprattutto) alla necessità di reperire sempre più fondi per non sottoporre ulteriormente i cittadini ad un aumento di tassazione. Per questo, il Governo sta valutando ad una manovra correttiva dall'ammontare complessivo di 3,4 miliardi di euro, che preveda anche misure per il gioco d'azzardo. Non si tratta di buone notizie per il settore, che potrebbe vedere lievitare il Prelievo Erariale Unico (Preu) di quanto legato al mondo delle slot machine e delle video-lottery, ma anche una base d'asta più alta per il Superenalotto.

I tecnici interpellati dal Governo Gentiloni starebbero mirando ad incrementare di mezzo punto percentuale il prelievo delle slot machine che affollano le attività commerciali di tutto il territorio nazionale. L'extra-gettito porterebbe 280 milioni in più alle casse dello stato, ma anche l'innalzamento della base d'asta per l'aggiudicazione della gara d'appalto per il SuperEnalotto fino a 300 milioni di euro. A finire sotto la lente d'ingrandimento dello Stato potrebbe essere anche il payout.

L'analisi: il gioco d'azzardo è oggetto delle attenzioni del Governo

Dal punto di vista logico, sembra abbastanza condivisibile da parte dell'opinione pubblica l'idea di evitare ulteriori penalizzazioni ai cittadini con l'inserimento di ulteriori accise sul carburante o con l'incremento dell'Iva. È sicuramente preferibile evitare anche di prevedere tagli alla sanità, alla scuola o ai servizi, ed è per questo che un bene non primario come il gioco d'azzardo è oggetto delle attenzioni del Governo. Dal punto di vista economico, l'aumento del prelievo sulle slot machine o sulle videolottery riguarda uno dei comparti aziendali più in salute dell'intero territorio italiano, che tra l'altro non nasconde riscolti anche dal punto di vista etico. Il Governo sta infatti pensando di limitare la diffusione delle slot machine anche per combattere in maniera trasversale il fenomeno della ludopatia e della dipendenza patologica dal gioco.

La richiesta di una manovra finanziaria integrativa arriva direttamente dall'Unione Europea, che esige dall'Italia un intervento di circa 3,5 miliardi di euro. Ed è per questo che il Governo ha pensato di ricorrere ulteriormente al gioco d'azzardo, ricorrendo però in una palese contraddizione. Il settore, infatti, già potenzialmente penalizzato dai pesanti tagli delle macchinette in Italia, potrebbe ricorrere ai tagli di posti di lavoro, rinunciando a diverse professionalità pur di garantirsi la sopravvivenza. Lo spettro è anche quello di una potenziale chiusura delle aziende, ma i risvolti dal punto di vista sia politico che economico si sprecano.

Il fulcro della questione

La politica è uno dei fulcri della questione, visto che da tempo le polemiche non si placano tra i principali protagonisti istituzionali: Stato, Regioni ed Enti locali. Le istituzioni premono per regolamentare in maniera più razionale il gioco pubblico, e di conseguenza la sua distribuzione sul territorio. Dalle periferie arriva forte e chiara la voce che chiede al Legislatore una redistribuzione al netto ribasso di slot machine e videolottery, ma anche di ricalibrare le norme imposte a livello nazionale. Dal punto di vista teorico, la richiesta degli enti locali è stata accolta dal Governo centrale, che ha affidato i lavori alla Conferenza Unificata. Da questo punto di vista, però, non si vedono novità all'orizzonte già da un anno. Lo stallo è palese da tanto tempo, e il calendario non prevede all'ordine del giorno cambiamenti sostanziali e un accordo su tutta la linea sulla collocazione delle sale da gioco, ma anche delle tempistiche di accensioni degli apparecchi.

È proprio questo il “pomo della discordia”. In questo momento, lo Stato punta molto sul gioco d'azzardo per risanare – quanto meno parzialmente - le finanze nazionali, ma contestualmente sta rinunciando ad una parte di queste entrate impegnandosi seriamente a ridurre il numero di dispositivi sparsi sul territorio. La contraddizione è palese, e anche l'impegno ufficiale del Legislatore perderebbe di importanza di fronte ad un'imposizione dell'Unione Europea che richiede manovre a più ampio respiro. La conseguenza più importante sarebbe una possibile vanificazione dell'iniziativa degli enti locali di fronte all'obiettivo di combattere in maniera importante gli eccessi del gioco d'azzardo.

Il rischio di colpire industrie in apnea

Una delle soluzioni più plausibili alla controversa situazione del gioco d'azzardo in Italia prevedrebbe il taglio del numero di apparecchi e una revisione degli esercizi commerciali che li ospitano. Accanto a queste novità, sarebbe auspicabile un rinnovamento che disegnerebbe uno scenario decisamente più credibile in ottica di politiche economiche e sociali. Questo tipo di soluzione, però, comporterebbe anche la ricerca dei fondi necessari per la nuova manovra finanziaria in altri settori dell'economia nazionale, con il rischio di andare a colpire industrie che stanno già attraversando un periodo in apnea. Dal punto di vista sociale, sono innegabili i problemi sui territori: accanto alle norme restrittive sui giochi è nato sotto traccia il fenomeno del gioco d'azzardo illegale – che sembrava essere stato definitivamente ridotto ai minimi termini con l'intervento dello Stato -, mentre parallelamente i tribunali amministrativi continuano ad emettere parere censorio nei confronti delle norme che regolamentano il settore. Appurata, quindi, la scarsa idoneità delle misure proposte a livello locale per prevenzione e tutela della salute anche delle fasce più deboli e per la salvaguardia dell'ordine pubblico.

In una situazione così fortemente ingarbugliata e di fronte alle necessità finanziarie per colmare i vuoti economici evidenziati dall'Unione Europea, il Governo Gentiloni sarà chiamato ad un intervento repentino e risolutorio con il supporto di Regioni ed Enti locali. Qualora le istituzioni non riescano a trovare la quadratura di un cerchio che ha cominciato a vacillare già qualche mese fa, l'Italia potrebbe fronteggiare un pericoloso danno erariale o, ancor peggio, una diffusione molto più capillare del gioco d'azzardo illegale monopolizzato non più dallo Stato con il supporto delle leggi, ma dalla criminalità organizzata che fa valere solo la legge della strada e quella del denaro. Le conseguenze sarebbero quindi davvero disastrose, sia dal punto di vista sociale che economico, ed è per questo che si sottolinea l'urgenza di un intervento che abbini tempismo ed efficacia.