Spesa pro capite e totale per il gioco: Lombardia regina, Calabria fanalino di coda

su max | 27th of March 2017

I dati presentati dai Monopoli di Stato alla presentazione del Piano Regionale 2017 a contrasto del GAP rivelano che la spesa totale reale, ossia la differenza tra quanto giocato e quanto vinto, degli italiani per il gioco nel 2016 è stata di circa 19 miliardi di euro: di questi circa 18 miliardi sulla rete fisica e poco più di 1 miliardo di euro sul gioco online.

La rete di vendita del gioco in Italia è così composta: 206 sale Bingo, 9.159 esercizi per i Concorsi pronostici (Totocalcio, ecc), 33.881 per giochi numerici a totalizzatore (SuperEnalotto, ecc), 3.397 punti, tra negozi e corner, per il gioco ippico, 4.431 corner e 1.333 agenzie di scommesse sportive, 33.920 ricevitorie Lotto e 62.975 punti dove si vendono i Gratta e Vinci, 85.025 esercizi con le Newslot e 4.934 sale VLT. Si tratta naturalmente di dati che in moltissimi casi sono da sovrapporre, visto che nello stesso punto gioco si possono trovare, ad esempio, Lotto, Gratta e Vinci e Scommesse.

Sempre secondo i dati dei Monopoli la spesa media pro capite per il gioco nello stesso periodo è stata di 339,40 euro l’anno, che corrisponde a meno di un euro al giorno. La Lombardia è stata la regione con la spesa pro-capite più alta con 420,67 euro, seguita dall’Abruzzo (419,25 euro) e dall’Emilia-Romagna (393,08 euro). Ultima in classifica la Calabria con una spesa pro-capite per il gioco di 186,74 euro.

In rassegna i risultati riferiti ad ogni regione con la spesa complessiva pro-capite nel 2016:

  1. LOMBARDIA 420.67
  2. ABRUZZO 419.25
  3. EMILIA ROMAGNA 393.08
  4. LAZIO 378.30
  5. CAMPANIA 373.86
  6. MARCHE 359.91
  7. LIGURIA 356.83
  8. UMBRIA 354.34
  9. TOSCANA 354.25
  10. VENETO 350.45
  11. MOLISE 342.83
  12. PIEMONTE 334.21
  13. FRIULI VENEZIA GIULIA 332.24
  14. VALLE D’AOSTA 330.33
  15. SARDEGNA 329.02
  16. PUGLIA 321.77
  17. TRENTINO ALTO ADIGE 307.66
  18. SICILIA 271.74
  19. BASILICATA 270.52
  20. CALABRIA 186.74
  21. Media complessiva 339.40

Considerando un rapporto della spesa totale sul PIL, si ottiene un peso dell’1,15%. Riferendosi alla spesa totale reale è sempre la Lombardia in testa con 3,5 miliardi di euro, seguita da Lazio (1,9 miliardi) e Campania (1,8 miliardi). Di seguito i dettagli regione per regione:

REGIONI SPESA TOTALE (*)

  1. LOMBARDIA 3.501
  2. ABRUZZO 470
  3. EMILIA ROMAGNA 1.468
  4. LAZIO 1.862
  5. CAMPANIA 1.779
  6. MARCHE 468
  7. LIGURIA 483
  8. UMBRIA 267
  9. TOSCANA 1.124
  10. VENETO 1.435
  11. MOLISE 91
  12. PIEMONTE 1.245
  13. FRIULI VENEZIA GIULIA 345
  14. VALLE D’AOSTA 35
  15. SARDEGNA 467
  16. PUGLIA 1.089
  17. TRENTINO ALTO ADIGE 265
  18. SICILIA 1.138
  19. BASILICATA 131
  20. CALABRIA 307
  21. Media 899 (*) in milioni di euro

Lotta al gioco illegale: il report della Guardia di Finanza

Altri dati riferiti al 2016 riguardanti il settore dei giochi e scommesse, rilevano che sono state 255 le indagini e attività della polizia giudiziaria, delle quali 119 riguardanti giochi illegali e 136 le scommesse illegali. 5.783 i controlli effettuati, 6.401 i soggetti verbalizzati e 1.858 le violazioni riscontrate. Gli apparecchi da gioco sequestrati ammontano a 710; 715 i punti raccolta di scommesse clandestine sottoposti a sequestro.

L’azione di servizio della Guardia di Finanza è rivolta alla repressione dei fenomeni di abusivismo e illegalità che interessano il comparto al fine di arginare i tentativi della criminalità di infiltrarsi nel circuito legale dell’offerta di gioco pubblico. Le attività investigative si accompagnano ai controlli di natura amministrativa, svolti in forma autonoma o in maniera congiunta nel più ampio quadro dei “Piani coordinati di intervento”, elaborati a livello nazionale, in sinergia con le altre Forze di Polizia e con la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Questi piani hanno permesso di sviluppare azioni mirate nei riguardi degli operatori del gioco non autorizzati che hanno ritenuto di non accedere alle procedure di emersione varate dal legislatore negli ultimi anni.

Tra i fenomeni illeciti più ricorrenti rientrano la raccolta abusiva di scommesse, anche attraverso i centri di trasmissione dati utilizzati da soggetti non in possesso delle previste concessioni/autorizzazioni statali; la manomissione delle slot machine, allo scopo di alterare i flussi telematici di comunicazione dei dati sulla raccolta; la diffusione dei cosiddetti “totem”, apparecchi installati all’interno di esercizi pubblici, collegati alla rete internet, che consentono, in modo del tutto illegale, il gioco a distanza; l’offerta di gioco d’azzardo online, che riguarda principalmente il fenomeno della presenza in rete di innumerevoli casinò e siti internet illegali.